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“Se sembra impossibile si può fare” La lezione di Bebe Vio e degli atleti paralimpici entusiasma Jesi

Le storie di vita “oltre le barriere” degli atleti paralimpici hanno entusiasmato e sorpreso Jesi. Palazzo dei Convegni affollato per il terzo e ultimo workshop del programma Eugif. La campionessa di fioretto Beatrice “Bebe” Vio, il coach di diving per disabili Romeo Iannone, Sabina Schiavoni e sua figlia Bianca Marini, medaglia d’oro e record mondiale 800 metri T35 ai Mondiali Giovanili di atletica IPC in Svizzera, e Francesca Kosinska, primatista italiana nel nuoto stile delfino 50 metri, hanno raccontato le loro esperienze secondo la formula dei “libri viventi”. Tutte storie accomunate dal senso di libertà raggiunto grazie alla pratica sportiva. Il messaggio positivo di Bebe Vio è stato accolto calorosamente dal pubblico. Lavoro di squadra, tenacia nel perseguire i propri sogni e poter contare sul sostegno della famiglia sono i valori trasmessi da Vio. Schermitrice dall’età di 5 anni e colpita a 11 anni da meningite, che le ha causato l’amputazione di braccia e gambe, Vio ha ricordato come il virus uccide nel 97% dei casi. “Essere quel 3% è una figata” ha esclamato la campionessa paralimpica tra gli applausi. Vio ha salutato tutti con un giudizio sugli Eugif. “Eventi di questo genere sono importanti, speriamo che ognuno possa portare a casa qualcosa di utile da questi giorni, per noi atleti è stato un allenamento con persone di livello pazzesco e ci siamo divertiti” ha concluso la campionessa azzurra.

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